Lavoroeturismo è specializzata in consulenza e marketing per strutture turistiche.
Perché rifare un sito web?

Internet è piena di siti web che “non funzionano”, se anche voi avete già un sito web che non raggiunge alcun risultato allora leggete con attenzione quanto segue. Migliaia di siti web vengono pubblicati quotidianamente, ma sono pochi quelli che effettivamente funzionano. Ancora troppe aziende infatti utilizzano Internet soltanto come una “vetrina” o come una voce da esporre nel biglietto da visita, contribuendo così a sviluppare una rete tanto povera di contenuti efficaci quanto ricca di iniziative fallimentari destinate all’estinzione.

La realtà è che l’approccio al Web di molte PMI è fondamentalmente sbagliato, ritenendo sufficiente l’”essere online” per avere garantiti ritorni di immagine e profitti grazie alle sconfinate possibilità del mercato globalizzato e digitale. Non è affatto così.
Il panorama Internet delle aziende italiane è senza dubbio desolante, in esso vivono (meglio dire “sopravvivono”) realtà inattive e invisibili, simili a vegetali, dove l’unico segnale di vita è il rinnovo del dominio di anno in anno.
Se vi ritrovate nella triste realtà descritta, allora è venuto il momento di riflettere e ripensare ad nuovo sito web, un “sito web che funziona”.

I nostri Servizi :

Sito Web – Realizzazione e messa On Line;
Flip Page : Realizzazione Catalogo Virtuale Struttura;
Web Booking On Line : Sistema di prenotazione on line, adattabile a qualsiasi pagina web anche preesistente;
Servizio Mailing Utenti Privati : Portiamo a conoscenza dei 15.000 iscritti ai ns. portali le offerte, le promozioni ed i last minute  delle Strutture Ricettive;
Servizio Mailing Professionale : Portiamo a conoscenza delle 7.500 agenzie di viaggi iscritte al ns. portale (divisibili per regione) le offerte, le promozioni ed i last minute  delle Strutture Ricettive;
Workintourism : www.workintourism.com è un portale riservato alle aziende turistiche che sono alla ricerca di personale – info su www.workintourism.com
VideoAdvertising : Realizzazione VideoWeb da inserire nella home page, compreso montaggio e doppiaggio.

Social NETWORK Marketing : Campagne di promozione rivolte a gruppi di persone selezionate in base alle loro preferenze e a parole chiave, promuovendo in modo efficace il vostro sito e le offerte speciali sui maggiori Social Network (Facebook, Twitter, etc.)

Contattaci per saperne di più.

info@lavoroeturismo.com

Pubblicato in alberghi, campeggi, hotel, siti web, strutture ricettive | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati

Hai un sito con Pagine Gialle ??…

Venerdì è stata la volta di Moody’s che ha tagliato per l’ennesima volta la pagella di Seat Pagine Gialle, portandola a un inquietante livello di Caa3. Ma prima si era mossa Standard&Poor’s che a fine marzo aveva decretato un’ulteriore bocciatura portando il rating a CCC+. Per chi è poco avvezzo di voti e pagelle basti ricordare che siamo ampiamente nel regno dei titoli spazzatura e sempre più vicini ai livelli in cui si decreta il default di una società. E, tanto per esemplificare, Seat – ex regina dei fasti internettiani e da anni confinata in un limbo amaro fatto di quotazioni sempre più al lumicino – si trova oggi con un merito di credito peggiore della Grecia. E ora davvero quest’anno rischia di essere l’anno della verità per la società delle guide telefoniche.

Negli ultimi anni Seat si è di fatto limitata a pagare ogni anno gli interessi sulla sua montagna di debiti che, ancora oggi, veleggiano a 2,7 miliardi.
E quegli oltre 200 milioni l’anno di interessi si sono mangiati puntuali ogni anno, almeno dal 2004, la metà dei margini industriali. Ma da domani e per i prossimi tre anni quel debito giunge progressivamente al capolinea. Solo quest’anno scadono e quindi vanno rimborsati 263 milioni di euro. E poi è buio nero, perché tra il 2011 e il 2014 Seat deve metter mano al portafoglio per la bellezza di 2 miliardi di euro. Praticamente quasi l’intero debito va a scadere nei prossimi tre anni. E come fa una società che capitalizza solo 150 milioni, produce 500 milioni di margini industriali e ha un patrimonio netto ridottosi a un miliardo e 357 milioni a ripagare tutti quei quattrini? I normali flussi di cassa non basteranno mai, come ben sanno sia il vertice della società che le agenzie di rating. Che non a caso hanno rating spazzatura da tempo sia sui bond da 750 milioni che sul bond da 1,3 miliardi emesso dalla scatola lussemburghese Lighthouse che scade nel 2014 e paga dal 2004 una cedola fissa dell’8%. Scene da un disastro quindi.

Che fare per sopravvivere? C’è qualche contromossa possibile? Difficile intraprendere la strada di un aumento di capitale, già chiesto al mercato nel 2009. Più facile che la strada sia quella di un allungamento delle scadenze. Difficile che sia d’accordo Royal Bank of Scotland l’istituto di credito britannico esposta a tutt’oggi oggi per oltre 600 milioni e che ha già in passato ridotto la sua esposizione grazie alla disintermediazione connessa all’emissione di due bond. Uno da 550 milioni e l’altro da 200 milioni. Obbligazioni ovviamente ad alto rendimento, dato i pessimi rating della società. Più facile che la richiesta di un riscadenzamento del debito riguardi la holding lussemburghese Lighthouse.

Tra le strade da seguire anche quella di chiedere ai possessori del bond emesso nel granducato di convertire parte del debito in capitale. Ma chi vorrà diventare azionista di una società dal fiato così corto? Di certo lo snodo preoccupante di Seat mette a nudo gli scempi della facile finanza a leva dei fondi di private equity.
I soci di maggioranza Cvc, Permira, Investitori associati e Bc Partners (oggi uscita dal capitale) non si aspettavano certo questo esito, quando caricarono nel 2004 di oltre 3 miliardi di debiti la ex reginetta di Piazza Affari. All’epoca dissero che quel carico era sostenibile nel tempo per la struttura finanziaria di Seat. Di troppo debito in realtà si può anche morire.

fonte : http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-05-22/seat-pagine-gialle-peggio-193136.shtml?uuid=AaKJCbZD

Pubblicato in turismo | Contrassegnato , | Commenti disabilitati

l’Antitrust Italiano MULTA le scorrettezze delle OTA : Sanzioni per Expedia, eDreams e Opodo

IL NOSTRO CONSIGLIO ?? RENDETEVI INDIPENDENTI E DISINTERMEDIATE.

Poca trasparenza, pubblicità ingannevoli, addebiti scorretti: queste alcune delle azioni illecite di cui si sarebbero macchiati Expedia, eDreams e Opodo secondo l’Antitrust italiano e che sono costate alle tre OTA multe per un totale di 415.000 euro.

Come riporta l’agenzia Reuters, l’Antitrust ha dichiarato di aver già fatto in modo che le agenzie modificassero le offerte e i termini di acquisto irregolari: “Le sanzioni tengono conto della diversità delle pratiche commerciali scorrette messe in atto dalle società coinvolte e degli impegni presentati e attuati per rimuovere gli effetti negativi sui consumatori“.

Le attività incriminate sarebbero state individuate dalle autorità nel corso di indagini istruttorie separate anche grazie alle forti pressioni da parte della Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo (FIAVET), che già ha avuto la meglio nel corso di un’azione legale su Expedia, accusata di aver creato uno slogan offensivo nei confronti delle agenzie tradizionali (“Flight deals, no agency fees”), da poco modificato (“Flight deals, no booking fees”).

All’ultimo TTG Italia Cinzia Renzi, presidentessa della FIAVET ha ribadito l’impegno della Federazione nella lotta alla mancanza di chiarezza e trasparenza: “Fiavet sta da tempo chiedendo a tutti i principali fornitori degli agenti di viaggi di lavorare affinché il prezzo di vendita sia comprensivo di tutte le diverse componenti“.

A questo proposito anche Assotravel ha sostenuto l’iniziativa: “Quello che ci interessa come Assotravel – ha affermato il presidente Andrea Giannetti – è l’applicazione delle regole, poiché il mancato rispetto di queste ultime crea concorrenza scorretta. Ben venga allora questa inchiesta che, se si rivelerà fondata, permetterà agli operatori grandi e piccoli, seri e professionali, di avere più spazio, che siano online e/o offline.

Tutte le colpe delle OTA

Se scendiamo nel dettaglio, ci si accorge subito che le mancanze dei portali sotto accusa sono soprattutto relative alla trasparenza:

  1. Promozioni ingannevoli di voli, hotel e voli+hotel, tese a pubblicizzare offerte speciali con tariffe molto più alte di quelle mostrate, rivelate al cliente solo nel corso degli ultimi step della prenotazione (Expedia, Opodo e eDreams)
  2. Processo di prenotazione e di pagamento poco chiaro, in particolar modo in riferimento a soldi detratti in anticipo dalla carta di credito per soggiorni non ancora confermati e non immediatamente rimborsati. I soldi venivano congelati senza la possibilità per gli utenti di sbloccarli in tempi utili e senza che questi fossero adeguatamente informati sulla possibilità di congelamento. (Expedia e eDreams)
  3. Descrizione della copertura assicurativa poco trasparente accompagnata dalla pratica scorretta di pre-selezione dell’opzione durante il check-out. L’AGCM (Autorità garante della Concorrenza e del Mercato) riporta che “L’Antitrust ha giudicato scorrette le modalità di offerta della garanzia assicurativa “Opodo All Inclusive”, per annullamento del viaggio, bagaglio e spese mediche, proposta nella fase finale del processo di prenotazione, attraverso un meccanismo di silenzio-assenso. Nel corso del procedimento tuttavia la società ha modificato il sistema di offerta assicurativa in modo tale che il consumatore che vuole aderire deve farlo riempiendo l’apposito riquadro. Anche alla luce di questo comportamento la sanzione è stata ridotta.”
  4. Informazioni poco chiare riguardo alla Persona giuridica che rende difficoltoso per gli utenti avanzare reclami (Expedia)
  5. Gestione inadeguata delle lamentele (Expedia ed eDreams)
  6. Tariffazione troppo elevata per le chiamate rivolte al servizio clienti, che nel caso di eDreams è l’unico modo per contattare direttamente e velocemente l’agenzia (eDreams)

Per queste scorrettezze, l’Antitrust ha obbligato a pagare Expedia Incorporated 210.000 euro, Expedia Italy 45.000 euro, eDreams 135.000 euro e Opodo 25.000 euro.

Certo non si tratta di sanzioni che abbiano un reale impatto sui bilanci dei portali, ma sono senza dubbio la prima espressione in assoluto di una chiara e decisa presa di posizione da parte delle autorità nello scoraggiare pratiche ingannevoli da parte dei portali on-line nei confronti degli utenti.

Fonte: Reuters, TTG, AGCM

Pubblicato in disintermediazione, marketing, portale turismo, turismo, web | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati

Le Aziende Italiane in ritardo con il social media marketing

A fine 2010, secondo l’ultimo rapporto sui nuovi media del Politecnico di Milano, gli italiani registrati ad almeno un social network hanno raggiunto quota 21 milioni. Il solo Facebook ha sfiorato, nel nostro Paese, quasi 18 milioni di utenti. Tutti conoscono e utilizzano questi strumenti, tuttavia imprese e operatori economici sembrano averne colto solo parzialmente le potenzialita’ in termini di comunicazione e promozione. Uno studio pubblicato a gennaio dallo Iulm (Master in social media Marketing) di Milano, condotto su 720 aziende di 6 diversi settori, ha evidenziato che solo il 32,5% delle imprese italiane utilizza le reti sociali come sistemi per coinvolgere utenti e consumatori. Per questo, quella del ‘social media marketing manager’ e’ una figura ancora sconosciuta per la maggioranza degli operatori. E anche quando le aziende provano ad attivare un account su uno dei servizi (oltre a Facebook, ce ne sono altri, come Twitter e Linkedin), spesso non sanno bene come utilizzarlo, o non ne capiscono la funzione, come spiega a LABITALIA Guido Di Fraia, responsabile scientifico del Master in social media marketing dell’universita’ Iulm.

fonte: internet

Pubblicato in marketing, web, web 2.0 | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati

Le risorse in rete per i Campeggi : Pagine Camping.it

Cari lettori vediamo oggi una opportunità per tutti i campeggi che vogliono esser visibili in rete sfruttando il motore di ricerca dei Campeggi in Italia.
WWW.PAGINECAMPING.IT è un semplice ma brillante motore di ricerca, senza tanti fronzoli, ma funzionale in ogni suo aspetto che riporta, modello elenco telefonico, l’elenco delle strutture aderenti al circuito. Molto visitato ed utilizzato per la sua semplicità può essere una ulteriore arma a vantaggio di chi cerca ogni giorno di rendere più visibile la propria struttura.
Per informazioni camping@paginecamping.it

Pubblicato in web marketing, Web Marketing Turistico, Web Travel Marketing | Contrassegnato , , , , , , , | Commenti disabilitati

BIT 2011 : LE CIFRE DEL IL TURISMO ITALIANO

“Milano non applicherà  la tassa di soggiorno”.  Si è aperta con una netta presa di posizione del sindaco di Milano, Letizia Moratti, la Borsa Internazionale del Turismo 2011, dal 17 al 20 febbraio al Centro Fiere Rho.  “E’ una scelta precisa” ha proseguito il Sindaco “perché il turismo nella nostra città è un settore produttivo e va sostenuto. Siamo la prima meta europea per il turismo business e la terza per il turismo culturale, con un ritorno che crescerà in vista di Expo 2015, stimato in 69 miliardi e 61 mila posti di lavoro”.
Il tema è caldissimo, gli operatori sul piede di guerra. Il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla,  ha spiegato che la nuova tassa è “condizione essenziale e irrinunciabile che l’ANCI ha posto per dare il suo assenso al decreto legislativo sul federalismo municipale, una condizione che ci siamo trovati”. Un’imposta doppiamente “imposta”, per così dire. Nel tentativo di gettare acqua sul fuoco, però, la Brambilla ha assicurato che “i proventi potranno essere usati unicamente per investimenti a finalità turistiche” e che nero su bianco, nel testo concordato col Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, è indicato “l’obbligo per gli amministratori locali di concertare la sua eventuale introduzione con gli operatori del settore.” Rassicurazioni che non placano né il mondo produttivo né gli stessi viaggiatori.  Il 63% degli opinionisti italiani interpellati dall’ultimo survey di TripAdvisor, presentato proprio alla Bit, si dichiara contrario alla tassa; e un viaggiatore straniero su tre (tedeschi, spagnoli e inglesi) rinuncerebbe a venire in Italia se il provvedimento passasse.
Un rischio che l’Italia non può correre, ribadiscono gli operatori, in una fase così delicata per la ripresa dell’incoming verso il nostro Paese e il recupero – non ancora all’orizzonte – in termini di fatturati delle nostre imprese turistiche.
Le previsioni per il 2011, assicura Enit, inviterebbero però all’ottimismo, con incrementi di oltre il 20% nelle prenotazioni da USA, Canada e Giappone, come pure dai mercati emergenti, come Cina e India. E sul 2010 la bilancia turistica, nel periodo gennaio-ottobre, ha fatto registrare un saldo positivo di 8,28 miliardi.
Dati in parte confermati dall’indagine Ipsos-Touring Club Italiano che registra nel 2010 un interesse stabile degli stranieri per il nostro Paese (+0,6% gli arrivi e +1,2% la crescita della spesa). Stagnante per il secondo anno consecutivo il turismo interno, mentre crescono i viaggi e la spesa degli italiani all’estero.
A confermare i trend positivi dell’outgoing è anche l’Italian Market Overview, lo strumento di marketing intelligence promosso dalla Bit a supporto degli espositori.
Da gennaio a ottobre 2010, i pernottamenti all’estero degli italiani sono cresciuti del +4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato e la spesa ha superato quota 17,8 miliardi di dollari (+2%).
Le tre destinazioni preferite sono state la Francia (con circa 31 milioni di pernottamenti), la Spagna (19 milioni) e gli USA (quasi 15 milioni). In termini di spesa, invece, la top-3 vede al primo posto la Germania,  seguita dagli USA e dal Regno Unito.
Anche per l’incoming, però, l’Italia ha tenuto nel biennio 2009-2010 e “meglio dei nostri principali competitors, Spagna e Francia” sottolinea Matteo Marzotto, Presidente di Enit-Agenzia Nazionale del Turismo. Che cita il rapporto 2009 dell’Omt, con l’Italia in quinta posizione a livello mondiale per gli arrivi internazionali e quarta per introiti monetari derivanti dal turismo. “Bisogna continuare a investire in promozione” chiede il Presidente, non dimentico certamente del drastico taglio di fondi subito quest’anno dall’Agenzia.
Sul tema delle risorse finanziarie è tornato anche il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, lanciando alla UE la proposta di “creare uno strumento finanziario unico per il turismo europeo, che permetterebbe di poter contare su risorse certe e specificamente indirizzate al settore”. L’idea ha raccolto l’apertura del Vice-Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani, convinto che “l’Europa sia un valore aggiunto per rafforzare le offerte nazionali verso i mercati emergenti specie per città e territori che spesso i potenziali turisti extraeuropei faticano a inquadrare in un paese”.
Le principali città europee, infine, vedranno l’arrivo di “Magic Italy in Tour”, il progetto di promozione turistica dell’Italia in Europa predisposto dal Ministro del Turismo e il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Dopo il battesimo di Colonia nel novembre 2010 – lo ha annunciato Eugenio Magnani, Coordinatore della struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia all’estero – il track aperto al pubblico ripartirà da marzo a luglio 2011, con 18 tappe che toccheranno Vienna, Monaco, Zurigo, Stoccarda, Francoforte, Berlino, Amburgo, Amsterdam, Bruxelles , Parigi, Copenaghen, Oslo, Goteborg, Stoccolma, Marsiglia, Barcellona, Madrid e Lisbona.

fonte: turismo e finanza, Giulia Tossici

Pubblicato in turismo | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati

Turismo: IMU, +221 milioni di euro di tasse per alberghi e pensioni


Un aumento della pressione fiscale per alberghi e pensioni pari a 221 milioni di euro: questa l’ipotesi peggiore che potrebbe derivare dall’attuazione del decreto sul federalismo municipale con l’aliquota IMU (Imposta Municipale Unica) al 10,6 per mille. Lo rivela in un suo studio, diffuso lo scorso 11 febbraio, R.ete. Imprese Italia, l’organismo di rappresentanza di commercianti, artigiani e piccole imprese aderenti Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.
Lo studio ha confrontato l’impatto economico del passaggio dall’attuale aliquota ICI, pari in media al 6,49 per mille, alla nuova IMU, con aliquota base del 7,6 per mille con la possibilità discrezionale dei Comuni di portarla al 10,6 per mille.
“Sarebbe un pesante aumento per il sistema delle imprese – commenta Giorgio Guerrini, Presidente di R.ete. Imprese Italia – già gravato da una pressione fiscale più elevata rispetto alla media europea”.
Se i Comuni, si legge nella nota, applicassero l’aliquota base prevista dalla norma (7,6 per mille) su tutti gli immobili destinati ad attività produttive , l’incremento, in termini di pressione fiscale, sarebbe pari a 812 milioni di euro, fino ad arrivare a 3 miliardi di euro, con l’aliquota al valore massimo concesso ai comuni (10,6 per mille).
“Ci aspettiamo che i Comuni – continua Guerrini – nell’ambito della propria autonomia tributaria, riducano, come permette la norma, l’aliquota base dello 0,3%. In tal modo le imprese godrebbero di un risparmio di imposta pari a 1,4 miliardi di euro”.
In quest’ultima ipotesi, per il solo settore del turismo, il risparmio sarebbe pari a 102 milioni di euro. Senza contare che, sempre sulla base dello studio, l’aggravio fiscale di ogni singola impresa rischierebbe di superare alcune migliaia di euro annue, in base al Comune di appartenenza.

fonte : dalla rete

Pubblicato in turismo | Commenti disabilitati

Turismo: B&B, 120 mln di fatturato e 2 mln di presenze l’anno

Pubblicato il nuovo Rapporto del Bed and Breakfast in Italia in occasione del B&B Day 2011

Circa 2 milioni di ospiti ogni anno e un fatturato che nel 2010 ha raggiunto all’incirca i 120 milioni di euro. E’ questa l’immagine della ricettività Bed&Breakfast del Belpaese che viene restituita dal Rapporto 2010 sui B&B. Lo studio, realizzato per la prima volta nel 2007 in occasione del primo B&B Day, viene pubblicato acnhe quest’anno in occasione della Giornata 2011 del Bed and Breakfast (che sarà celebrata il prossimo 5 marzo). Realizzata su un campione di circa 2000 strutture, la ricerca comprende 4 sezioni e, rispetto agli scorsi anni, è stata ampliata con 24 nuove domande.
Il ritratto che il Rapporto restituisce della ricettività B&B, a dieci anni dall’inizio della sua diffusione nel Paese e con oltre 20000 strutture distribuite tra Nord e Sud, è quello di un comparto che può ormai essere annoverato tra i più vitali dell’industria turistica italiana. Sebbene anch’esso non sia stato risparmiato dalla crisi.
Nel 2007, infatti (anno del primo Rapporto sui B&B), il fatturato complessivo del settore ammontava a 130 milioni di euro (contro gli attuali 120 milioni), mentre è sceso il numero di strutture al Sud e nelle Isole, rispettivamente di -2 e -6 punti percentuali. Una diminuzione a cui fa da contraltare l’aumento delle strutture al Nord e al Centro, rispettivamente +4% e +5%.
Una differenza, quella tra Nord e Sud Italia, che si ritrova anche guardando alla provenienza di quanti scelgono i Bed and Breakfast per i loro viaggi. Secondo il Rapporto, vengono infatti dal Nord il 52.2% dei turisti mentre proviene dal Meridione solo 17% degli ospiti dei B&B. Dalle regioni del Centro proviene invece circa il 14% dei turisti. Un dato, quest’ultimo, leggermente inferiore a quello relativo agli ospiti stranieri (15%). Di questi, circa il 30% proviene dalla Germania, seguita dalla Francia (23%) e dagli altri Paesi Europei. Secondo il Rapporto, risultano significative anche le presenze di turisti provenienti dal paesi extra UE: Stati Uniti, Canada e Australia.
Riguardo alla durata della permanenza nei B&B. il numero medio dei pernottamenti in questo tipo di strutture è di 2 notti (nel 57% dei casi). Chi sceglie i B&B lo fa soprattutto per brevi soggiorni e per vacanze di tipo culturale (25.5%). Non stupisce, in questo senso, che oltre il 50% dei B&B si trovi nel centro storico. Tra le motivazioni alla scelta dei Bed and Breakfast figurano anche quelle di lavoro (18.6%) e quelle legate a una vacanza balneare. Tra i punti di forza che, secondo la ricerca, portano i turisti a preferire i B&B vi è la competitività delle tariffe: in media 40 euro per notte a persona, che nel 40% dei casi scendono al di sotto dei 30 euro.
Va poi rilevato come il 32% degli intervistati abbia ad oggi aderito a una associazione turistica o ad una categoria di settore. Secondo quanto emerge dal Rapporto, infatti, la maggior parte dei proprietari di B&B considera l’adesione a un network un’attività fondamentale per la propria struttura, anche in termini di promozione.
Proprio guardando alla comunicazione e al marketing, internet e il web si confermano come gli strumenti preferiti per promuovere questo tipo di strutture ricettive: il 73% degli intervistati sceglie infatti di promuovere il proprio B&B via web, anche tramite il passaparola online, sfruttando nei 22% dei casi.

fonte: turismoefinanza

Pubblicato in turismo | Contrassegnato , | Commenti disabilitati

L’Ocse boccia il turismo italiano

Governance, infrastrutture, promozione e statistiche: sono questi i fattori di debolezza del turismo in Italia evidenziati da un’analisi dell’Ocse, “Oecd Italy tourism policiy review 2011″, eseguita per conto del dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo e presentata ieri a Milano durante la consegna dei diplomi del master in Tourism management della Iulm.
«Il turismo – afferma Sergio Arzeni, direttore del Centro per l’imprenditoria, le Pmi e lo sviluppo locale dell’Ocse – è uno dei più importanti settori economici del nostro paese e il suo sviluppo potenziale a lungo termine è importante. Basti pensare al suo ruolo come driver delle esportazioni con il 40% dell’export di servizi, secondo, in Europa, solo alla Spagna. Inoltre, se il mercato nazionale rappresenta la fetta principale del business con una quota del 57%, i visitatori stranieri giocano un ruolo molto importante. Altra peculiarità del settore è il peso che hanno le piccole e piccolissime imprese, tanto che negli ultimi anni è cresciuto moltissimo il numero di servizi di ospitalità diversi dagli alberghi che invece sono rimasti stabili».
Un freno a questi elementi di crescita arriva però innanzitutto dalla governance del settore. «L’Italia – aggiunge Arzeni – ha bisogno di una strategia nazionale del turismo: serve una riforma dell’Enit e un maggior coordinamento tra stato e regioni anche per una promozione del paese più coerente ed efficace». L’Ocse poi mette in evidenza alcune lacune per quanto riguarda i trasporti, soprattutto nel sud dell’Italia, e ritardi infrastrutturali per esempio per quanto riguarda l’alta velocità ferroviaria. Ma anche la mancanza di dati statistici omogenei che invece servirebbero per un miglior approccio strategico per lo sviluppo del settore.
Eppure l’Italia rimane una destinazione con un’attrattività altissima e un marchio molto forte soprattutto per quanto riguarda arte, cultura ed enogastronomia, come spiega Renzo Iorio, amministratore delegato di Accor Italia, e «rappresenta anche un buon mercato come clienti italiani che ogni anno vanno all’estero. Tuttavia, come manager di un gruppo internazionale, per “vendere” l’Italia a eventuali investitori devo combattere contro luoghi comuni e percezioni che disincentivano qualsiasi iniziativa, dal fatto che sia una destinazione turistica cara alla sensazione che abbia un’economia stagnante all’impressione che dà all’estero di non avere un piano di sviluppo forte per il turismo. Il rischio è che, dopo un primo ciclo di investimenti forti effettuati in Italia, molte compagnie straniere adesso rallentino, puntando più sul franchising».
I problemi ci sono e vanno risolti, sostiene Armando Peres, vicepresidente del Comitato Turismo dell’Ocse, «tuttavia non dobbiamo sottacere che negli ultimi due anni il turismo italiano ha reagito meglio di altri paesi, ma anche di altri settori a livello nazionale».
Ma questo non basta per Gianni Bastianelli, coordinatore di Confturismo. «Le associazioni di categoria – spiega – si trovano schiacciate tra una miriade di enti locali che si occupano di turismo, in Italia sono circa 12mila, e un coordinamento centrale. Le regioni hanno le risorse e decidono come utilizzarle anche perché l’Enit, a cui spetterebbe la decisione su come promuovere l’Italia all’estero, è commissariata da un anno e mezzo. Il risultato? Ognuno si muove autonomamente. Servono invece regole precise di governance altrimenti ognuno fa come gli pare. Per quanto riguarda le infrastrutture, da tempo sosteniamo che due sono le variabili che determinano la scelta della destinazione per le vacanze: il prezzo e il tempo che ci vuole per raggiungere una località. Su quest’ultimo punto l’Italia perde».
Per vincere, secondo Roberto Rocca, direttore generale del dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo, servono maggiori sinergie tra stato e regioni e un minimo di programmazione. «Circa due anni fa – dice – abbiamo chiesto all’Ocse di analizzare la situazione italiana che mostra la necessità di un migliore coordinamento delle risorse e della politica promozionale. Adesso bisogna intervenire: stato e regioni devono fare sistema perché oltre a promuoverlo un prodotto va anche sviluppato».
fonte : ilsole24ore.com

Pubblicato in turismo | Commenti disabilitati

HOTEL SUCHE ITALIEN : NELLE PRIME PAGINE SU GOOGLE.DE

Desideri inserire la tua struttura in www.hotelsucheitalien.com e diventare nostro Partner ?

Per te i seguenti vantaggi:

Pubblicazione della scheda informativa/fotografica della struttura sul portale www.hotelsucheitalien.com l’unico “catalogo virtuale interattivo” di tutta l’hotellerie italiana.

Link diretto al sito della struttura.

Possibilità di inviarci offerte relative ai periodi di maggior interesse anche con largo anticipo.

Nessuna commissione da pagare a Hotelsucheitalien.com. Possibilità di inviare a tutti gli utenti registrati di hotelsucheitalien.com una newsletter predisposta dalla struttura partner, con le proprie offerte più vantaggiose per particolari periodo dell’anno (previo accordo con la nostra direzione commerciale).

PER INFORMAZIONI E PREVENTIVI SCRIVICI A INFO@LAVOROETURISMO.COM

Pubblicato in albergo, campeggi, comunicazione, consigli social media, consulenza turistica, consulenze, Contenuti per il Web, ferie, geo-local, Hospitality Online Marketing, lavoroeturismo, Marketing territoriale, marketing tradizionale, Marketing Turistico, marketing turistico; web, Ottimizzazione Sito Web, Web Marketing Turistico, web travel 2.0, Web Travel Marketing, webboking, webmarketing | Contrassegnato | Commenti disabilitati

Il Mercato Austriaco

Una nota positiva arriva da oltralpe ed in particolare da Vienna dalla Ferienmesse che ha appena chiuso i battenti registrando 118.000 visitatori. La piazza austriaca è valutata come molto interessante dagli stessi operatori Italiani in quanto la destinazione “bel paese” è molto amata, favorita anche da un prodotto turistico particolarmente apprezzato e facilmente raggiungibile. Nell’occasione l’Agenzia ENIT ha presentato i dati della domanda turistica austriaca che ha solo parzialmente sentito gli effetti della crisi grazie ad interventi statali tempestivi ed efficaci. E’ calata  leggermente la spesa degli austriaci in viaggio in Italia (-2,05%) attestandosi complessivamente su 1,19 miliardi di euro, al secondo posto dopo la spesa per viaggi effettuati in Germania, gli altri paesi visitati seguono con molto distacco. Il 56,9% degli austriaci predilige alloggiare in hotel e pensioni e la tipologia di vacanza più gettonata è la vacanza cultura e arte (29,4%) seguita dalla vacanza attiva balneare o lacustre (31,6%). L’offerta turistica italiana, quindi, deve  incontrare in modo particolare le esigenze dei turisti austriaci che amano la tranquillità nelle zone lontane dal turismo di massa, la vacanza attiva in un contesto panoramico tipicamente mediterraneo, la buona cucina e la storia.

fonte : la rete

Pubblicato in turismo | Contrassegnato , , , , , , | Commenti disabilitati

Il Turista Tedesco

Viaggia, spende e preferisce la bassa stagione. È il turista tedesco, globetrotter europeo, con un debole per l’Italia.

Il turista europeo sta cambiando modo di fare vacanza: secondo una recente indagine dell’istituto di ricerca IPK International, lo scenario del prossimo futuro è caratterizzato da un maggior numero di viaggi (che si concentrano per il 64% in estate) e una maggiore disponibilità di spesa (nel 2000 i turisti occidentali hanno fatto 350 milioni di viaggi all’estero, con un aumento del 7% rispetto alle previsioni), anche se il minor tempo libero a disposizione provocherà sempre più un accorciamento della durata del soggiorno. In questo panorama il turista tedesco è al top della classifica dei turisti europei, in quanto è colui che viaggia di più e può concederselo perché l’economia tedesca è tra le più forti del mondo. La possibilità di spesa è, infatti, un fattore determinante per il settore turistico: più alto è il reddito, maggiore è la disponibilità a viaggiare e i Tedeschi percepiscono uno stipendio che li posiziona ai vertici del mercato mondiale. Da una recente ricerca condotta da Tourism Intelligence International, risulta che dopo l’America, la Germania è campione del mondo in fatto di spese per viaggi e notti passate fuori. Nel 1999 i Tedeschi hanno speso 87,5 miliardi di marchi per i viaggi all’estero (circa 2 milioni di lire a testa per vacanza) e si prevede che nel 2005 ne spendano 109,3 (60 miliardi di dollari!). Non solo è in aumento la spesa, ma anche il numero di coloro che viaggiano: nel ‘70 hanno viaggiato 20 milioni di tedeschi, nel ‘99 50 milioni, nel 2000 più dei tre quarti dei tedeschi hanno fatto almeno una vacanza durante l’anno. Per il 2005 le previsioni parlano di 55,2 milioni di viaggiatori, per un totale di 72,1 milioni di viaggi. Non dobbiamo dimenticare che la popolazione più numerosa d’Europa (82,1 milioni contro i 57,5 del nostro Paese), gode di un elevato numero di giorni di ferie, 30 giorni per la precisione, che la vede al 5° posto dopo Finlandia, Italia, Irlanda e Olanda e questo è uno dei motivi per cui si concede in tutta tranquillità più di una vacanza all’anno. I Tedeschi hanno poi una passione così forte per i viaggi all’estero che viaggiare è diventato una necessità quasi come possedere un’auto.

Ferie programmate in bassa stagione
Puntare sul mercato turistico tedesco rappresenta, quindi, sicuramente un investimento per l’impresa alberghiera italiana, data la sua alta propensione alla spesa e ai viaggi (la spesa di viaggio è notevole e va dai 500 ai 2.500 marchi a testa per vacanza) e al fatto che l’Italia si posiziona al 3° posto tra le destinazioni preferite da questo mercato, dopo Francia e Spagna. Le regioni italiane predilette dal mercato tedesco sono Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Campania, scelte prevalentemente per il mare, che è al primo posto tra le motivazioni della vacanza, seguito dalle località lacuali e termali. Per quanto riguarda il periodo di vacanza, il turista tedesco preferisce la bassa stagione e ciò rappresenta indubbiamente un altro grande vantaggio per l’impresa alberghiera che voglia investire su questo mercato. Infatti, mentre il soggiorno è solitamente progettato in gennaio, ottobre e novembre, i mesi migliori per concedersi un viaggio, o più d’uno, sono quelli che vanno da giugno a settembre. Inoltre, poiché il turista tedesco tende ad organizzarsi per tempo o affidarsi ad un tour operator, prenota il soggiorno con un certo anticipo. In questo modo l’albergatore può programmare e garantirsi l’occupazione in anticipo.
A proposito di viaggi organizzati, è interessante notare come nonostante il turista tedesco utilizzi prevalentemente l’auto come mezzo per raggiungere le nostre destinazioni, si affida, comunque, anche ad un bus operator per organizzare la vacanza. Per la precisione, a scegliere gli operatori dell’organizzato è il 42% di questo mercato. La spiegazione di tale fenomeno è da ricercare nel fatto che il mercato tedesco più di altri, ricerca sicurezza e garanzie per le proprie vacanze, elementi questi che i tour operator possono offrire.

In famiglia attenti alla convenienza
Sia i turisti tedeschi che scelgono la vacanza organizzata che quelli che si muovono autonomamente, viaggiano prevalentemente con la famiglia (70%). Di questi il 44% viaggia solo con il partner. Un quinto viaggia invece con amici e conoscenti, l’8% viaggia solo e l’1% da solo con figli. Per questo motivo apprezzano le promozioni che offrono sconti per famiglie o bambini. Ricordate, infatti, che anche se esigente e con una buona propensione alla spesa, il turista tedesco è attento alla convenienza. Il turista tedesco è abituato a viaggiare e conosce molto bene il mondo dell’ospitalità, è particolarmente attento alla qualità del servizio, ai comfort, così come alla convenienza (i tre fattori determinanti nella scelta dell’alloggio) e si lascerà sedurre e conquistare da chi conoscerà bene le sue esigenze e ne soddisferà bisogni e desideri. Non a caso, proprio in virtù della sua grande esperienza in materia di viaggi, il 71% predilige l’albergo a 3 e 4 stelle alle altre forme di ospitalità, che sono per il 29% residence e villaggi.
Ciò che lo spinge verso certe destinazioni piuttosto che altre è l’amore per il mare, il sole, il clima mite, il contatto con la natura. In vacanza ama rilassarsi, liberarsi dallo stress quotidiano, ma, nello stesso tempo, è curioso e disponibile, vuole sfruttare al meglio le opportunità che offre il soggiorno e per questo accoglie con facilità e piacere le proposte di gite culturali, visite nell’entroterra, passeggiate alla scoperta di negozi e caffè della località turistica, o di piatti tipici della zona, escursioni nel verde di boschi e riserve naturali.

Cultura, benessere, cucina e sport
Oltre al tradizionale segmento delle famiglie, in questi ultimi anni si sta assistendo ad una forte espansione nel nostro paese di altri segmenti di clientela tedesca: i senior, clientela che sceglie maggiormente gli stabilimenti termali (Abano e Montegrotto sono destinazioni leader) e i centri benessere, come pure le destinazioni culturali e che, fra l’altro, si sposta quasi esclusivamente con viaggi organizzati.
Gli over 65 hanno molto tempo libero e solitamente fanno più di una vacanza durante l’anno, soprattutto in bassa stagione. Gli altri segmenti sono i gruppi con motivazione enogastronomica e i cicloturisti. I primi vanno alla ricerca di ristoranti tipici, agriturismo, cantine, enoteche e sagre gastronomiche dove scoprire e assaporare i piatti e i vini tipici delle località che raggiungono, amano la buona tavola e sono disposti a spendere molto per l’acquisto di prodotti locali da portare a casa. Per incentivare questo tipo di turismo che valorizza una delle principali risorse italiane, molte regioni, località e consorzi hanno realizzato degli itinerari enogastronomici o pubblicato guide che attirano gruppi organizzati verso quelle destinazioni. I cicloturisti – che rappresentano il 40% dell’intero mercato tedesco e per l’Italia il primo mercato straniero su cui puntare – sono una clientela ancora più esigente in fatto di servizi e comfort dell’albergo, data ovviamente l’attività sportiva che praticano. Hanno bisogno di strutture adeguate, come un deposito sicuro dove lasciare in tutta tranquillità la bici, una piccola officina in caso di guasto, lavanderia e pasti adeguati alle necessità di turisti sportivi. Inoltre, dato che sono prevalentemente fuori per itinerari e gare in bicicletta, necessitano di molta flessibilità nell’adeguarsi ad orari e abitudini che li differenziano dal turista tradizionale. I mercati appena descritti meritano un’attenzione particolare, perché rappresenteranno i maggiori segmenti emergenti su cui puntare in futuro. Per conquistarli, bisogna però conoscerli bene in modo da offrire servizi e strutture adeguati, di qualità e al giusto prezzo. Il mercato tedesco appare dunque caratterizzato da turisti con motivazioni ed interessi diversi (mare, cultura, sport, etc.) e il nostro paese rappresenta uno tra i più ambiti in quanto offre una molteplicità di opportunità. Un buon punto di partenza a cui gli operatori turistici devono aggiungere professionalità, esperienza e attenzione.

Paesi di origine dei viaggiatori in Europa
- Germania: 23%
- Gran Bretagna: 15%
- Francia: 7%
- Italia: 5%
- Olanda: 5%
- Svizzera: 4%
- Russia: 4%
- Belgio: 4%
- Svezia: 4%

L’identikit del turista tedesco:
viaggia per lo più con la famiglia (70%) e apprezza promozioni che offrono sconti per famiglie o bambini. Ama viaggiare all’estero, gode di un alto reddito e si concede più di una vacanza all’anno. Preferisce spostarsi in bassa stagione, rivolgendosi a tour operator o comunque prenotando con largo anticipo. Ricerca il mare, il sole, il clima mite, il contatto con la natura. Abituato a viaggiare, conosce molto bene il mercato dell’ospitalità e si mostra sensibile nei confronti della qualità del servizio e del comfort. Accanto al segmento delle famiglie in questi ultimi anni si va espandendo il numero dei senior che scelgono l’Italia come meta di vacanza, privilegiando destinazioni culturali e stabilimenti termali. È in crescita anche il segmento del turismo sportivo, in primo luogo quello del cicloturismo.
Strutture preferite per il soggiorno:
71% albergo a 3 o 4 stelle, 29% residence o villaggi.
Informazioni da non far mancare:
possibilità di gite culturali, visite nell’entroterra, passeggiate alla scoperta di negozi tipici della località, escursioni nel verde, riserve naturali; itinerari enogastronomici ciclo-business.
Servizi e strutture adeguate:
i Tedeschi sono una clientela esigente in fatto di servizi e comfort. Necessitano di strutture adeguate per ospitare bambini, piccola officina per le biciclette, lavanderia e parcheggio per l’auto.

VUOI ESSER PRESENTE CON LA TUA STRUTTURA SUL PORTALE DEDICATO AL MERCATO IN LINGUA TEDESCA ?

WWW.HOTELSUCHEITALIEN.COM

Scrivivi a info@lavoroeturismo.com

Pubblicato in turismo | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati

Turismo: 2011 senza ponti vacanze

In 12 mesi solo 7 feste fuori da week-end ma 3 di lunedi’

Archiviato un 2010 gia’ avaro per gli specialisti delle minivacanze, il 2011 si presenta ancor piu’ povero di festivita’ infrasettimanali e di possibili ‘ponti’.

Nell’arco dei 12 mesi saranno solo 7 le festivita’ al di fuori dei week-end, ma 3 di queste cadranno di lunedi’, riducendo a 4 le potenziali occasioni. Le fughe da 3-4 giorni usando solo 1 o 2 giorni di ferie saranno limitate all’osso, con inevitabili vantaggi in termini di produttivita’ e di ricchezza per il Paese.

fonte: www.ansa.it

Pubblicato in booking, campeggi, Consulenza Internet Alberghi, consulenza turistica, Contenuti per il Web, crisi, fallimento, Federalberghi, ferie, News del Turismo | Commenti disabilitati